Analisi della configurazione ad emettitore comune di un BJT

 

Parto con l'analisi della configurazione CE senza degenerazione di emitter in quanto, la resistenza sull'emettitore risulta by-passata dalla capacità CE come risulta visibile nella figura seguente.  

Procedendo con l'analisi per piccoli segnali (le capacità dal punto di vista del segnale risultano dei corto circuiti) si ottiene il circuito di figura:

La tensione VBE è quella tra base ed emettitore mentre la tensione di uscita Vout prelevata sul collettore è data da:

Vout = -gm VBE (r0//RC//RL)

Applicando il teorema di Thevenin nei punti contrassegnati dalle "x" si ottiene il circuito semplificato di figura:

dove Req = Rs//R = Rs//R1//R2 e Veq = Vs R / (Rs + R).

Indicando con rπ la rp di figura, posso calcolare la differenza di potenziale tra base ed emettitore e cioè:

VBE = Veq rπ/(Req+rπ)

ottenendo così Vout = - gm Veq rπ (r0//RC//RL) / (Req+rπ) = - gm Vs R rπ (r0//RC//RL) / [(Req+rπ)(Rs+R)].

In definitiva il guadagno di tensione è dato da:

Av = Vout/Vs = - gm R rπ (r0//RC//RL) / [(Rs//R+rπ)(Rs+R)]. 

Per il calcolo della resistenza di ingresso dello stadio considero il seguente schema è un generatore di tensione costante, fittizio:

Poichè Vx = (R1//R2//rπ) Ix la resistenza vista in ingresso sarà:

Rin = Vx/Ix = (R1//R2//rπ)

Considerando anche la resistenza del generatore di segnale si ha in definitiva:

Rint = Rs + (R1//R2//rπ)

Per il calcolo della resistenza di uscita invece, pongo in corto circuito il generatore di segnale di ingresso e collego il generatore fittizio Vx come indicato nella figura seguente:

Poichè la tensione VBE è nulla, il generatore controllato sulla maglia di uscita, si comporta come un circuito aperto, per cui essendo Vx = (RC//r0) Ix la resistenza vista in uscita sarà:

Rin = Vx/Ix = RC//r0

Considerando anche la resistenza di carico RL, si ha in definitiva:

Rint = RC//RL//r0

Vediamo ora come varia il guadagno introducendo la degenerazione di emitter. Si ottiene lo schema della figura seguente dove ho già applicato il teorema di Thevenin e ho sostituito gm VBE con β ib, essendo:

β = gm rπ , VBE = rπ ib ® gm VBE = β ib

Dalla figura noto che la corrente che scorre in RE è pari alla somma della corrente che scorre nella base e della corrente erogata dal generatore controllato che è quindi pari a (1+β) Ib. Proseguendo con l'analisi del circuito, scrivo l'equazione delle tensioni e delle correnti relative alla maglia composta da Veq,Req,rπ ed RE:

Veq = (Req + rπ + RE) Ib → Ib = Veq / (Req + rπ + RE)

La tensione Vout, tenendo conto del derivatore di corrente composto da r0 ed RC//RL è data da:

Vout = - β Ib r0/(r0 + RC//RL)

Sostituendo la Ib calcolata precedentemente ottengo:

Vout = - (β Veq r0)/[(r0 + RC//RL)(Req + rπ + RE)]

Per cui sostituendo il valore calcolato di Veq ed Req si ottiene:

Vout = - (β Vs R r0)/[(r0 + RC//RL)(Rs//R + rπ + RE)(Rs + R)]

Quindi il guadagno di tensione sarà:

Av = Vout/Vs = - (β R r0)/[(r0 + RC//RL)(Rs//R + rπ + RE)(Rs + R)]

Per il calcolo della resistenza di ingresso dello stadio considero il seguente schema:

Considerando il derivatore di corrente costituito da R,rπ ed RE la corrente Ib è data da:

Ib = Ix R / [R + rπ + (1+β)RE]

essendo anche Vx = [ rπ + (1+β)RE] Ib, sostituendo il valore di Ib calcolato precedentemente si ottiene:

Vx = [rπ + (1+β)RE] R Ix / [R + rπ + (1+β)RE]

per cui Rin = Vx/Ix = [rπ + (1+β)RE] R / [R + rπ + (1+β)RE] = R//[rπ + (1+β)RE]

Rin = R//[rπ + (1+β)RE]

e considerando anche la resistenza del generatore di segnale Rs, si ha in definitiva:

Rint = Rs + R//[rπ + (1+β)RE]

Per il calcolo della resistenza di uscita come prima, pongo in corto circuito il generatore di segnale di ingresso e collego il generatore fittizio Vx come indicato nella figura seguente:

Osservando la parte finale dello schema si ricavano subito le seguenti relazioni:

VE = RE (1+β) Ib

I0 = Vx - VE / (r0//RC)

Ib = - VE / [rπ + (Rs//R)]

Osservando la maglia di ingresso noto subito che:

VBE = - VE rπ / [rπ + (Rs//R)]

Per l'equilibrio delle correnti sul collettore si ha che Ix = gm VBE + I0, mentre l'equilibrio al nodo contrassegnato con VE, si ha che Ix + Ib - (1+β) Ib = 0 Ix = β Ib Ib = Ix / β. Quindi:

I0 = Vx - RE (1+β) Ix / [β (r0//RC)]

VBE = - RE (1+β) Ix rπ / {β[rπ + (Rs//R)]}

dalle quali si ottiene:

Ix = - [gm RE (1+β) Ix rπ] / {β[rπ + (Rs//R)]} + Vx - RE (1+β) Ix / [β (r0//RC)]

e portando tutti i termini in cui compare Ix a sinistra e lasciando Vx a destra del segno uguale ottengo:

Ix {1 + [gm RE (1+β) rπ] / {β[rπ + (Rs//R)]} + RE (1+β) / [β (r0//RC)]} = Vx

La resistenza vista in uscita sarà quindi:

Rout = Vx/Ix = 1 + [gm RE (1+β) rπ] / {β[rπ + (Rs//R)]} + RE (1+β) / [β (r0//RC)]

Rout = Vx/Ix = 1 + [RE (1+β)] / [rπ + (Rs//R)] + RE (1+β) / [β (r0//RC)]

Tenendo conto anche del contributo relativo al carico RL, si ha la resistenza di uscita totale:

Routt = RL // {1 + [RE (1+β)] / {[rπ + (Rs//R)]} + RE (1+β) / [β (r0//RC)]}

Dalle precedenti relazioni è possibile notare come la RE influisce sulla resistenza di uscita e di ingresso aumentandone il valore. In genere la configurazione ad emettitore comune è utilizzata come stadio di ingresso in un amplificatore di tensione in quanto, come detto prima, presenta un'alta impedenza di ingresso. D'altra parte questa configurazione presenta l'inconveniente di avere un'alta resistenza di uscita che può essere risolto facendo seguire uno stadio a collettore comune (emitter follower).

Michele Marino - M.M.Electronics